Risultati finali:

Grava/Martinelli 8°
Grio/Scrigner 16°
Oliva/Puhali 19° (terzi di classe)

Per la classifica AACC (solo tempi di sabato)

Grava/Martinelli 3°
Grio/Scrigner 4°
Oliva/Puhali 5°
Dagnelut/Scigner 14°

Per la classifica KCC
Grava/Martinelli 2°
Oliva/Puhali 3°

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Alcune cosnsiderazioni di Paolo Grava:

Gara stregata il Karawanken. Bisogna pur combinare qualcosa che ti rovina la gara, altrimenti… non ti diverti.

 

La novità di quest’anno è stata tutta la gara con le fotocellule, alle quali proprio non sono proprio abituato e le ho subite fin dalla prima prova. Ma vedendo poi i tempi fatti, non era neppure troppo male (comunque da terzo quarto posto).

Ma il fattaccio è avvenuto quasi all’inizio della seconda tappa: avevamo riconosciuto due gruppi di prove come quelle decisive per il risultato finale: il Le Mans Arena ed il Gran Premio cittadino, e proprio sulla prima serie, dopo esserci preparati con lo strumento sincronizzato e partiti sullo zero solare, non c’è stata la sdoppiata di partenza. Perché? Lo strumento non ha funzionato? No, più semplicemente il cavo del pulsante penzolava staccato nell’abitacolo. Prova completamente persa, ma il regolamento ci ha salvato un po’: infatti per ogni gruppo di prove (e qua ce n’erano ben sette) la penalità massima è di 1000 punti (in Italia ne avremmo presi oltre 2000) che ci ha fatto classificare all’ottavo posto.

La voglia di lasciare tutto ed andare a farsi una doccia in camera era presente, ma poiché i morti si contano solo alla fine, abbiamo continuato mettendocela tutta.

Il secondo gruppo rilevato come potenzialmente pericoloso, il Gran Premio cittadino, lo abbiamo  superato invece senza grossi danni (che invece hanno pagato altri equipaggi).

Sono ritornate per fortuna le vere prove di media, quest’anno con rilevamento a trasponder, anche se la penalizzazione prevista, 1 per ogni centesimo di secondo, ci è sembrata eccessiva. Meglio come vengono penalizzate in ASI con una penalità ogni decimo, mentre la penalizzazione come viene calcolata in ACI Sport mi sembra troppo blanda (1 ogni secondo, che può andar bene solo nelle gare esclusivamente a media, come la recente Leggendaria Contea di Gorizia).

La difficoltà per noi italiani è come vengono calcolati i tempi nelle TSP (gruppi di prove in parcheggi o in piazze di paese): infatti i tempi di ogni settore non vengono calcolati dalla chiusura della prova precedente, ma sempre dall’inizio prova, pertanto se sbagli un passaggio, con i nostri strumenti strumenti lo duplichi in quelli successivi, salvo impostare tutto ad orario solare. Non ne risentono gli indigeni, in quanto abbiamo appurato che tutti si cronometrato “a salire”, e pertanto l’eventuale errore lo riassorbono sul passaggio successivo.

Come al solito bellissime strade tra il verde, che in questo periodo è al suo massimo splendore.

Per le prove “su strada”, introdotte l’anno scorso, abbiamo visto che gli amici austriaci ci hanno copiato: pertanto tutte avevano prova corta-prova lunga-prova corta. Vuol dire che ci ispireremo alle loro TSP per la prossima Trieste-Opicina Historic!